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Museo della Storia degli Ebrei Polacchi a Varsavia, Polonia

Dariusz Bartoszewicz

Il nuovo museo della storia degli Ebrei di Polonia è uno dei moderni edifici più belli di Varsavia. E’ una lanterna che illumina lo spazio pubblico. E’ una “scatola” e una “torta” nello stesso tempo.

 

Il museo di Storia degli Ebrei Polacchi sarà di grande effetto. Le facciate in vetro scintilleranno ai raggi del sole. Stiamo aspettando il completamento di questo spettacolare museo, uno dei più importanti nuovi edifici di Varsavia.

Secondo l’architetto del progetto, Rainer Mahlamäki, “è una lanterna che illumina lo spazio pubblico: è sia una scatola che una torta, tutto in uno”. La sua facciata a doppia pelle sembra davvero stupefacente alla luce: quella esterna, fatta in pannelli di vetro e maglia di rame, è eterea e luccica come le ali di una libellula.

Una storia lunga mille anni

Molti mi chiedono perché il museo di Storia degli Ebrei polacchi è progettato per essere bello - ci dice Mahlamäki. Io gli dico che non è un museo dell’Olocausto. Mi piacerebbe che questo edificio esprimesse l’idea di bellezza.” Egli condivide questa visione con altra gente che lavora sul concetto del museo e lo sta realizzando. Questa sede, che ospita un auditorium, una biblioteca e un ristorante, intende ricordare alle persone i 1000 anni di storia condivisa, tragicamente conclusa con lo sterminio dei loro concittadini ebrei.

L’architetto ha rivelato che quando il suo studio ha vinto il concorso internazionale nel 2005, non sapeva quale materiale usare per le facciate. “C’era solo un pensiero-guida: un edificio modellato come un lanterna con una facciata per illuminate i dintorni dopo il tramonto.” Vetro e metallo erano le scelte: il rame era il materiale preferito dall’architetto finlandese per la sua valenza estetica e la sua durata, con una vita utile superiore ai 100 anni.

L’ingresso e il Libro dell’Esodo.

L’edificio rappresenta una sintesi di due trend dell’architettura moderna: la scatola (“box”) e la torta (“cake”), dove per “torta” si intendono gli edifici come monumenti, il cui creatore più conosciuto è Frank Gehry.

Il museo di Storia degli Ebrei polacchi è una struttura semplice tipo scatola, con una scultorea entrata principale. Le pareti curve, alte 20 metri e lunghe 70, si gonfiano, ondulano e increspano delicatamente, formando lo spazio dell’atrio sopra le teste dei visitatori.

L’atrio taglia tutto il “box”. L’architetto riformula il concetto principale: la fuga dall’Egitto e il passaggio nel Mar Rosso, come raccontato dal Libro dell’Esodo. Quando sarà in mezzo all’atrio, il visitatore sarà in grado di vedere attraverso il vetro il distante monumento agli Eroi del Ghetto, un’immagine che l’autore serbava in mente mentre progettava l’edificio. L’elemento più impressionante  è l’entrata principale, quando si arriva dal monumento degli Eroi del Ghetto e via Zamenhof. Una volta dentro l’edificio il visitatore sale per un ponte con una lieve pendenza, che sembra sospeso sopra un abisso, in fondo al quale ci sono i seminterrati che ospitano il principale spazio espositivo.

L’atrio di ingresso è modellato come un burrone, ispirato dal paesaggio di Israele. Due pareti laterali color sabbia sembrano ondularsi, la loro forma è soffice e organica, il che crea un chiaro riferimento al passaggio del Mar Rosso, in cui Mosè guido gli Ebrei via dall’Egitto.

Iscrizioni come lettere ebraiche

L’edificio presenta una doppia facciata. La prima è uno strato di cemento sul quale, a distanza di circa un metro è stata fissata una struttura metallica,  per sostenere verticalmente i pannelli sospesi e girati con un certo angolo rispetto al muro dell’edificio. Camminando da viale Giovanni Paolo II lungo via Anielewicza si vedono solo le lastre di vetro, mentre nel percorso inverso si vedono le lastre di rame perforato. Questo rende la facciata spaziale; la sua terza dimensione e il ritmo delle sezioni verticali vengono portati alla vita dal gioco di luci ed ombre.

Il rame usato nelle facciate era patinato, di color verde salice. Le superfici di vetro hanno delicate tracce incise sulla superficie. “E’ un motivo puramente astratto, ma assomiglia a lettere ebraiche” ha detto  Mahlamäki.

Ha anche ammesso di aver tratto ispirazione dal Nord (“Dopotutto, sono finlandese”): mentre progettava la facciata, conservava infatti nella sua memoria  blocchi di ghiaccio semitrasparente e neve. “Questo avrebbe reso l’atrio emozionante, caldo e soffice, e la facciata semplice, fredda e acuta.”

L’edificio del Museo offre una superficie utilizzabile di 12.800 m2, tra cui 4.300 m2 di spazi espositivi che ne fanno il più grande museo europeo dedicato alla storia ebrea. Il museo ospita una sala polifunzionale: un auditorium, un cinema e una sala spettacoli per 500 persone. Il centro educativo conta sale di proiezione e strutture per workshop. I piani di sviluppo dell’edificio comprendono un club, un ristorante e un cafè.

 

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Edificio

Proprietario: 
Urząd Miasta Warszawy
Data di completamento: 
2013
Paese: 
Polonia
CAP: 
00-167
Città: 
Varsavia
Via: 
ul. Anielewicza 6
Luogo: 

Categorie

Applicazioni: 
Facciate
Tipo di edificio: 
Cultura
Rame utilizzato: 
pre-inverdito
Proprietà: 
Nuovo

Architetto

Nome / Studio: 
LAHDELMA & MAHLAMAKI OY
Indirizzo / descrizione: 
Tehtaankatu 29 AFl - 00150 HelsinkiFinlandia

Contractor per il rame

Titolo: 
Polimex Mostostal
Indirizzo e descrizione: 
ul. Młynarska 42 01-171 Warszawa

Concorsi

Stagione: 
2013

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Marco Crespi

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