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Museo de L’Orangerie a Parigi, Francia

Tony Sands

Il museo dell’Orangerie è una parte del Louvre di Parigi. E’ situato in Place de la Concorde  con vista sui Champs Elysées, di fronte al museo del Jeu du Paume. L’Orangerie è stato costruito nel 1852 e fino al 1920 ha ospitato “Le ninfee”, la serie di dipinti di Claude Monet, pittore impressionista, così come altre famose collezioni. Durante il restauro, completato nel 2005, per aggiungere eleganza e forza alla struttura classica è stato scelto l’ottone.

Il progetto di restauro è stato iniziato e condotto dall’architetto Goutal, a capo del Monumenti Storici; un membro autorevole del suo staff, monsieur de Bazelaire, ha avuto la responsabilità di cercare una soluzione costruttiva che sopportasse sia il tempo atmosferici sia le uniche e particolari condizioni di inquinamento che interessano questa parte di Parigi.

Una divisione architettonica specializzata composta da progettisti e fornitori di leghe di rame, come ottoni e bronzi, ha proposto una soluzione pratica ed economica per L’Orangerie. Capendo i parametri ed interpretando le specifiche dei profili e delle sezioni già disponibili per applicazioni posa di vetri, non hanno cercato il compromesso di adattare e modificare sistemi esistenti ma hanno proposto profili fatti su misura per questo determinato lavoro. Vista l’assenza di regolamenti formali sull’uso dell’ottone in queste applicazioni, doveva essere fatta richiesta all’ente regolatore, APAVE, ma l’evidente idoneità comportava che non venisse imposta alcuna speciale condizione di test o ispezione oltre la norma. Il solo test di sicurezza, superato con successo, era l’impatto di un sacco da 50kg in caduta da un’altezza di due metri, a simulare un’improvvisa sollecitazione sul vetro. L’ottone offriva parecchi vantaggi per questo lavoro. Ha caratteristiche meccaniche simili a quelle dell’acciaio e così può sopportare i 170 kg/m2 richiesti dalle specifiche, oltre ad offrire eccellente resistenza alla corrosione e vita utile ben oltre i 100 anni, senza bisogno di rivestimenti o lacche.

Inizialmente gli architetti volevano un ottone pre-ossidato, cioè già trattato per simulare l’invecchiamento. Dopo successive considerazioni, è stato scelto l’ottone naturale col suo aspetto brillante e dorato, dal momento che comunque si sarebbe auto-patinato nel corso del tempo con l’esposizione agli elementi. Tutti i pezzi usati per reggere i vetri e per creare la struttura del reticolo potevano essere fatti con lo stesso tipo di ottone, per eliminare così i rischi di attacco galvanico, quando due metalli differenti vengono a contatto tra di loro. Tra le sue caratteristiche, la principale era che l’estetica del tetto di questo monumento architettonicamente importante poteva essere salvaguardata, mantenendo il delicato aspetto della struttura.

Il fornitore ha commentato: “L’ottone è sempre stato un materiale scelto per creare un’atmosfera di lusso in negozi, hotel e ristoranti, impiegato in componenti, pannelli e accessori che valorizzano l’ambiente. Questa impegnativa applicazione , comunque, eleva l’ottone ad una nuovo livello: quello di un significativo materiale strutturale, uguale o perfino migliore delle alternative considerate. L’innovativo uso dell’ottone su una grande e impegnativa struttura rappresenta davvero una pietra miliare. E’ un progresso tecnologico senza precedenti nella moderna costruzione architettonica”.

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Edificio

Paese: 
Francia
Città: 
Parigi
Luogo: 

Categorie

Applicazioni: 
Altro
Tipo di edificio: 
Cultura
Rame utilizzato: 
Ottone
Proprietà: 
Riqualificato

Architetto

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Marco Crespi

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