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Impianto di filtraggio dell’acquedotto di Varsavia, Polonia

Chris Hodson

La rigenerazione di un notevole complesso del 19° secolo, destinato al trattamento delle acque che alimentano Varsavia, segue un approccio tradizionale - con tetti spioventi in rame sopra muri in mattoni, che fanno riferimento, senza copiarlo, allo stile dell’architettura originale.


Commissionato nel 1876, il sistema di filtraggio dell'Acquedotto è stato progettato dall'ingegnere britannico William Lindley, che aveva già ottenuto riconoscimenti lavorando per ferrovie e, in particolare, per progetti di infrastrutture comunali in numerose città europee. Ha progettato le prime fogne sotterranee nell’Europa continentale e, insieme ai suoi figli, ha progettato impianti per città in Germania ed altrove, tra cui San Pietroburgo, Budapest, Praga e Mosca - rivolgendo la propria attenzione anche alla pianificazione urbana.

A Varsavia, ha creato un impianto di purificazione dell'acqua che ha continuato a funzionare fino agli ultimi lavori di riqualificazione. Qui, ha anche collaborato insieme all’architetto Julian Herde per un complesso di edifici, con facciate generalmente ricoperte di piastrelle di ceramica rosse ed elementi decorativi in arenaria. I tetti erano in lamiera su strutture in acciaio e le finestre con serramenti, pure in acciaio. Un aspetto chiave del successo dell’acquedotto nel suo contesto urbano è il paesaggio verde che copre circa il 70% della superficie del sito. Questa complessa infrastruttura storica, unica nel suo genere, è 'protetta’ a livello locale ed è inserita nella lista dei siti patrimonio mondiale dell'UNESCO.

Migliorare le prestazioni

Questo punto di riferimento urbano, molto amato, subì diverse modifiche dopo il 19° secolo, tra cui le aggiunte degli anni ‘70, che non hanno tenuto conto del contesto locale e dato alcuna importanza alla scala e alla forma degli edifici originali. A metà degli anni ’80, il restauro degli edifici originali iniziò sotto l'architetto attuale, Richard Sobolewski di Dorjon International, compresa la sostituzione dei tetti in ferro zincato con lastre di rame. Requisiti e prestazioni tecniche hanno indirizzato il recente completamento dell'ultimo edificio di trattamento. La qualità dell'acqua è stata migliorata, portata all’interno dei moderni parametri e in linea con gli standard dell'Unione Europea, e l'uso di biossido di cloro per la disinfezione e il trattamento dell'acqua è stato sostanzialmente ridotto.

Nel tenere conto delle complesse esigenze tecniche di ammodernamento dell'impianto, gli architetti hanno dovuto affrontare sfide importanti. Dal punto di vista architettonico, hanno preso gli edifici originali come punto di riferimento. Essi hanno respinto l'idea di introdurre forme moderne e interventi in contrasto con il fabbricato esistente. Invece,  hanno abbracciato il linguaggio architettonico delle massicce  infrastrutture degli edifici del 19° secolo. Richard Sobolewski ha commentato: "Non abbiamo replicato l'architettura originale, ma abbiamo sviluppato un carattere simile per il nuovo edificio usando materiali moderni. L’ampia copertura in rame svolge un ruolo centrale e dà la continuità che gli edifici di questo tipo meritano.”

Fondamentale per gli architetti è la differenziazione delle forme architettoniche per i singoli elementi costruttivi. Ad esempio, i tetti spioventi con timpani fortemente caratterizzati che coprono aree particolari contrastano con il paesaggio dei tetti “verdi” sopra la sala principale di filtraggio.

Interni spettacolari derivano dai grandi spazi generati da questo tipo di infrastruttura,  dentro cui  dominano mattoni e rivestimenti in ceramica. L’illuminazione diurna naturale svolge un ruolo importante, dove appropriato, attraverso una disposizione generosa di lucernari e considerevoli vetrate verticali.

Portare vita alle superfici

Il problema delle grandi facciate senza finestre, dettata da edifici di questo tipo, è stato risolto con successo piantando terrapieni, creando così un paesaggio simile ad un parco, con tipi di materiali  e colori contrastanti. Il gioco delle superfici è sottolineato anche dal modo in cui i tetti sono sfaccettati e sagomati. Sono state utilizzate diverse forme di lastre in rame pre-ossidato,  unite per aggraffature che si alternano con giunzioni a tassello più ampie, per generare un ritmo per tutta la lunghezza della lastra.

È particolarmente indicativo che un tetto di rame così esteso sia stato scelto per un complesso dedicato all’approvvigionamento di acqua pulita alla popolazione di una città. Questo è un chiaro richiamo della lunga storia del rame nel portare acqua potabile nelle nostre case, in maniera affidabile.

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Edificio

Proprietario: 
Miejskie Przedsiębiorstwo Wodociągów i Kanalizacji w m.st. Warszawie Spółka Akcyjna
Data di completamento: 
2012
Paese: 
Polonia
CAP: 
02-012
Città: 
Varsavia
Via: 
81 Ulica Koszykowa,
Luogo: 

Categorie

Applicazioni: 
Gronda a sezione circolare
Sopra i tetti
Abbaini, lucernari
Tetti
Tipo di edificio: 
Sito patrimonio mondiale UNESCO
Strutture industriali e agricole
Monumenti nazionali
Rame utilizzato: 
pre-ossidato

Architetto

Nome / Studio: 
Dorjon International
Indirizzo / descrizione: 
ul. Zamiany 9/36, 02-786 Warszawa, Poland 

Contractor per il rame

Titolo: 
Euro-Dach
Indirizzo e descrizione: 
Piaseczno 05-501, Graniczna 27, Poland

Concorsi

Stagione: 
2013

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Marco Crespi

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