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Aerostazione Marco Polo a Mestre (VE)

Giovanna Mar, Paola Mar, Enrico Pollini, Giorgio Finotti e Mauro Strada. (Tratto da: "La Nuova Aerostazione di Venezia. La storia, il progetto, la macchina", 2002, Venezia, Marsilio Editore.

Le caratteristiche architettoniche dell’aerostazione sono state determinate da ben precise esigenze tecnico-funzionali e dall’idea di trasmettere un’identità che potesse confrontarsi ed armonizzarsi con un contesto così particolare qual è l’ambiente lagunare su cui affaccia l’aerostazione e, più in lontananza, con il profilo visibile della città di Venezia.

E’ stata, quindi, una scelta quasi obbligata esplicitare e trasferire nell’aerostazione una serie di riferimenti tipologici e formali all’architettura sia civile che produttiva di Venezia, come a sancirne un inevitabile legame.

L’impianto architettonico del nuovo edificio è in unità modulari, separate da percorsi che ricordano lontanamente l’articolarsi delle “calli” e gli ampi spazi di scambio e di accoglienza che fanno pensare alle originarie articolazioni di palazzi veneziani costruiti per le attività commerciali. Rimandano alle complesse, ma sempre misurate, interrelazioni fra vuoti e pieni, che caratterizzano l’essenza del tessuto urbano di Venezia. Anche nella forma sono costantemente presenti riferimenti a edifici che potevano avvicinarsi alle complesse esigenze e funzioni che ha la macchina aeroportuale oggi: ad esempio i fondaci, che avevano una loggia aperta verso il canale, cioè il luogo di arrivo delle merci e delle persone. Il riferimento al fondaco viene ulteriormente ripreso nella definizione degli spazi all’interno dei tre blocchi, che presentano uno spazio centrale a formare una corte interna, che dà corpo ad un luogo che assolve la funzione di nucleo di scambi e di passaggio di persone.

Riferimenti altrettanto chiari sono stati esplicitati nella parte dell’edificio che si affaccia verso le piste. Il precedente edilizio a cui ci si è ispirati è quella delle “gagiandre” dell’Arsenale di Venezia. Si tratta di una serie modulare di strutture, o meglio, capannoni allineati e affiancati, caratterizzati dal loro affaccio verso “il bacino acqueo”. La modularità della struttura consente, come permetteva agli architetti dell’Arsenale, qualsiasi tipo di ampliamento, pur mantenendo una continuità tipologica e garantisce, inoltre, il mantenimento di un’adeguata risposta funzionale dell’edificio.

In quest’ottica si può intravedere un parallelismo fra l’Arsenale, organismo produttivo e portuale all’interno della città d’acqua, e l’aeroporto che funge da “altro porto”, nuovo luogo di scambio di persone e merci per la città di Venezia e per  il Veneto.

 

L’involucro esterno

L’idea originaria dell’involucro esterno richiama l’edilizia produttiva esistente a Venezia: come l’Arsenale per la parte lato pista e come le tipologie più diffuse del palazzo mercantile veneziano per la parte lato ingresso.

Per l’involucro dell’edificio sono stati scelti una serie di materiali tradizionali dell’edilizia produttiva veneziana, quali il mattone faccia a vista presente all’Arsenale, al Mulino Stucky e alle vetrerie di Murano, il rame per le coperture, la pietra d’Istria. Questi sono stati accostati a materiali della nostra contemporaneità architettonica, come il vetro in grandi campiture nelle facciate lato pista e le strutture metalliche per le pensiline. Per sottolineare gli elementi strutturali e gli elementi decorativi di finitura, come i capitelli sulle teste dei pilastri e lo zoccolo di base, è stata usata la pietra d’Istria, così come vuole la tradizione.

La copertura dell’avancorpo, dei ponti e delle capriate della zona "air side", a doppia falda per ciascuno campata è in rame pre inverdito. Il rivestimento di tipo metallico è meno soggetto alle vibrazioni e di più agevole manutenzione, rispetto alle coperture tradizionali come quella in coppi. In Veneto si possono annoverare vari esempi di questo tipo di copertura, basti pensare alla Basilica Palladiana di Vicenza, alla Chiesa di San Simeon Piccolo di Venezia o alla Chiesa di Santa Maria del Carmine di Padova.

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Edificio

Proprietario: 
SAVE S.p.A
Data di completamento: 
2002
Paese: 
Italia
CAP: 
30030
Città: 
Tessera, Venezia Mestre
Via: 
Viale G. Galilei 30/1
Luogo: 

Categorie

Applicazioni: 
Tetti
Tipo di edificio: 
Trasporti e infrastrutture
Rame utilizzato: 
pre-inverdito
Proprietà: 
Nuovo

Architetto

Nome / Studio: 
Studio Architetto Mar
Indirizzo / descrizione: 
Studio Architetto MarVia Castellana 6030174 VeneziaProgetto: arch. Gian Paolo Mar (Studio Architetto Mar) e ing. Giuseppe CreazzaDirezione Lavori e la progettazione di eventuali varianti: arch. Gian Paolo MarOpere strutturali: ing. Maurizio Milan (Favero & Milan srl).Impianti elettrici e speciali: ing. Giorgio Finotti (Fellin srl)Impianti meccanici: ing. Mauro Strada (Steam srl).

Contractor per il rame

Titolo: 
Impresa esecutrice: Grandi Lavori Fincosit
Descrizione: 

La nuova aerostazione si sviluppa su cinque livelli, per una superficie totale di circa 60.000 m2

 

piano terra:

    hall arrivi landside                2.800 m2

    restituzione bagagli             4.500 m2

    sala lavorazione bagagli      5.000 m2

    sale partenze remote          1.700 m2

 

piano mezzanino:       

    corridoio arrivi                      2.500 m2

    area lavorazione bagagli     4.200 m2

    lunghezza nastri smistamento bagagli  3.000 m2

 

piano primo:

    area accettazione               5.600 m2

    banchi accettazione                      60

    gates di imbarco                   12 + 16

    area commerciale air-side   5.000 m2

 

piano secondo:

    sale VIP                               1.800 m2

    uffici                                     4.000 m2

    business centre                      300 m2

 

inoltre:

    pavimentazione in legno   11.400 m2

    ascensori                                      24

    scale mobili                                   12

    pedane elevatrici                            3

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